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Screening gratuito della tiroide

19-22 NOV 2012: SETTIMANA DELLA TIROIDE
Prenota uno Screening GRATUITO
con la dott.ssa Agnese Di Fiore presso la
Fondazione Padre Alberto Mileno Onlus
Chiama il numero 0873.365966

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  • 6 mesi fa
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How The iPad Mini Is Defining Tim Cook’s Apple
Ewan Spence, forbes.com
At the start of the month I dis­cussed five key fea­tures of the iPad Mini launch that would define Tim Cook’s Apple and illus­trate the strate­gic direc­tion that Apple would be tak­ing in 2013 and beyond under his lead­er­ship. Now the details a…

Condivido al 100% le perplessità sulla Apple di Tim Cook.
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How The iPad Mini Is Defining Tim Cook’s Apple
Ewan Spence, forbes.com

At the start of the month I dis­cussed five key fea­tures of the iPad Mini launch that would define Tim Cook’s Apple and illus­trate the strate­gic direc­tion that Apple would be tak­ing in 2013 and beyond under his lead­er­ship. Now the details a…

Condivido al 100% le perplessità sulla Apple di Tim Cook.

  • 6 mesi fa
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Apple diventa mini

Il lancio dell’iPad mini non è stato gradito da tutti.

Per alcuni Apple è apparsa come un’azienda che ha dovuto correre ai ripari in un segmento di mercato in cui non era presente (i tablet da 7”) ed ha risposto alla concorrenza con un prodotto sostanzialmente poco innovativo. In un passato non troppo lontano Apple creava nuovi mercati, non li inseguiva.

Nonostante tutti i dirigenti Apple dicano che l’iPad Mini è un prodotto totalmente nuovo non si può fare a meno di notare come sembri un bellissimo iPad 2 rimpicciolito. Tuttavia non si possono certo ignorare le centinaia di migliaia di splendide App già disponibili e riutilizzabili sul “mini” che conferiscono il vero valore aggiunto a questo dispositivo. 

Probabilmente Apple ne venderà tanti ma certo non come alternativa economica all’iPad perché la differenza di prezzo rispetto all’iPad 2 è troppo esigua. Molti lo compreranno per l’effetto novità, altri ne apprezzeranno il minore peso e ingombro, ma di certo non stiamo parlando di un dispositivo rivoluzionario.

Anche il nuovo Mac Mini non è altro che un semplice (anche se decisamente necessario) aggiornamento hardware. Qualcosa di nuovo è stato presentato sul fronte della fascia desktop con i nuovi iMac. Un restyling del design sicuramente ben concepito ma si ha sempre l’impressione di una semplice evoluzione di qualcosa che appartiene al passato, non sembra un vero “nuovo iMac”.

La Apple di Tim Cook appare un po’ meno “magica” con i suoi dispositivi ma, nonostante non sia rivoluzionaria come un tempo, è sempre tra le più grandi innovatrici nel mercato del personal computing. 

    • #ipad mini
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  • 6 mesi fa
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Apple iPad mini in arrivo?

Negli ultimi giorni sul web rimbalzano voci circa l’imminente annuncio da parte di Apple di un iPad mini da 7,85” a circa 300 euro. L’annuncio pare sia previsto per il 10-12 ottobre, con commercializzazione del dispositivo a novembre e, comunque, prima di Natale.

Tale dispositivo dovrebbe contrapporsi alla sempre più agguerrita concorrenza sul mercato dei tablet e posizionarsi su una fascia di prezzo più abbordabile. 

Beh, innanzitutto va sottolineato che si tratta di voci che, anche se autorevoli, sono tutte da verificare. Poi è noto che Steve Jobs era contrario a formati poco ergonomici per il tablet perché, se è ancora vero che Apple punta a massimizzare la user-experience, questo certo non è possibile con un device di piccole dimensioni che andrebbe a collocarsi tra lo schermo da 4” dell’iPhone e lo schermo da 10” circa dell’iPad. 

Apple non è mai stata interessata a coprire tutte le fasce di mercato. Piuttosto è sempre stata rivolta ed attenta ad un target sensibile all’ergonomia, al design e alla semplicità d’uso, un target poco tecnico, mediamente facoltoso, che non si cura delle caratteristiche dettagliate del dispositivo ed approda ad Apple sposandone la filosofia che pone l’utente (e la sua esperienza di utilizzo quotidiano del prodotto) al centro di tutto.

Tim Cook, il nuovo amministratore delegato Apple, in carica da circa un anno, avrebbe dovuto iniziare a lavorare immediatamente sul nuovo device per poterlo commercializzare a novembre. Difficile credere in un cambio di rotta così radicale a pochi giorni dalla scomparsa del fondatore dell’azienda. Ma tutto è possibile, soprattutto con aziende di queste dimensioni.

La cosa però ricorda un po’ i tempi bui di Apple quando, dopo i successi dei primi computer innovativi con interfaccia grafica, ci fu la baraonda di dispositivi e computer di dubbia utilità.

Forse un annuncio ci sarà in ottobre ma spero sarà per comunicare il rinnovo sostanziale della linea Mac mini o iMac, piuttosto che per il lancio dell’ennesimo prodotto troppo simile ai precedenti. Sarebbe un passo davvero pericoloso per un’azienda che ha abituato i suoi clienti a continue e forti innovazioni e che, dai tempi del lancio del primo iPad (gennaio 2010), non stravolge più in termini emozionali e di innovazione tecnologica.

    • #apple
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  • 7 mesi fa
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Un libro dedicato ai genitori dei bambini dislessici, gratis.

Il progetto europeo “TIPS for parents of dyslexic child”, sviluppato nell’ambito del programma Grundtvig LLP, ha terminato con successo la prima fase di sviluppo ed ha quindi reso disponibile un e-book gratuito ricco di consigli utili rivolti ai genitori dei bambini dislessici.

Il libro è disponibile in italiano anche su Apple iBookstore, in un formato interattivo ottimizzato per iPad (oltre che in formato ePub e Pdf). Di recente ho pubblicato i link per accedere alle altre edizioni sviluppate nelle lingue dei paesi partner: Bulgaria, Romania, Turchia, Spagna e Polonia. Pubblicherò sul sito italiano dedicato al progetto ulteriori aggiornamenti.

Fonte: fondazionemileno.it

    • #dyslexia
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  • 7 mesi fa
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Perché Google sostiene e sviluppa Android?

Trattandosi di un prodotto open-source (e non essendo quindi previsto alcun corrispettivo a fronte della vendita della licenza d’uso) il trucco dov’è? Sono forse dei benefattori o hanno trovato altre forme di business?

Purtroppo, anche in questo caso, nessuno fa niente per niente. Google offre gratuitamente Android ai produttori ma questi ultimi sono costretti ad integrare i servizi di Google. Questa integrazione forzata comporta maggior traffico sui loro motori di ricerca, mappe e servizi correlati con una conseguente maggiore esposizione del loro circuito pubblicitario basato principalmente sui banner AdSense. Maggiori esposizioni, maggiori click e maggiori fatturati sul circuito promozionale pay-per-click Google AdWords. Ed ecco che i conti tornano. Ricorda un po’ i tempi in cui Microsoft imponeva il suo browser con Windows (anche se in quel caso la licenza era addirittura commerciale).

Ma forse il vero business è in termini di ritorno di immagine perché, proponendosi come un’azienda che sostiene e sviluppa prodotti open source, incontra inevitabilmente il favore e l’appoggio di quella grande categoria di utenti che sostiene il software libero senza però preoccuparsi più di tanto dell’uso che ne viene fatto. Molti di questi utenti sono gli stessi che sostengono Linux, ad esempio, anche se chiaramente lo scenario è decisamente diverso.

Nel caso di Linux, infatti, non vi è alcun obbligo di integrare tecnologie specifiche di alcuna azienda ed i profitti provengono principalmente dalle distribuzioni destinate agli ambiti professionali con annessi pacchetti di assistenza locale o remota privilegiata. In altre parole paghiamo per un servizio per il quale noi stessi siamo destinatari. E paghiamo solo se questo servizio lo vogliamo. La filosofia “open” mi pare adottata e rispettata in modo molto più etico.

La questione si fa intricata quando si scopre che Google guadagna dai dispositivi iOS molto di più di quanto riesca a incassare dai dispositivi dotati di Android quindi, in un certo senso, è legata a filo doppio alla Apple, la stessa Apple che Google sta contrastando con le nuove edizioni di Android sempre “ispirate” ad iOS (vedi recente sentenza di Apple contro Samsung) e rendendo appetibile ad altri produttori l’ingresso nel mercato degli smartphone regalando licenze d’uso.

In questo scenario non stupisce che Apple stia prendendo progressivamente le distanze da Google, ben consapevole che non avrebbe senso portare il progetto Android in tribunale pena la disaffezione di una grande fetta di utenti. Si comprende altrettanto bene la scelta di Nokia e Microsoft, impegnati nel creare un’alternativa davvero originale (anche se commerciale e non open), al riparo di eventuali sentenze per violazione dei brevetti.

L’ideale per Android, considerata la sua lodevole e preziosa natura “open”, sarebbe quella di creare una (o più) fork, ovvero dividere lo sviluppo in due grandi tronconi (così come fu per OpenOffice, ad esempio): quello dei laboratori Google e quello di un nuovo gruppo di sviluppatori indipendenti che dovrebbe puntare allo sviluppo di un sistema operativo mobile alternativo, sempre basato su Android, ma privo di qualunque obbligo per i produttori, in maniera identica alle diverse distribuzioni Linux oggi disponibili.

Solo così, a mio avviso, potremo avere una alternativa davvero open e non uno specchietto per le allodole, per giunta scopiazzato.

    • #google
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  • 8 mesi fa
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Apple iPhone 5, evoluzione intelligente della specie.

Apple iPhone 5Dopo la presentazione delle novità Apple di ieri, 12 settembre 2012, i commentatori si sono subito divisi in due grandi gruppi: i delusi e gli entusiasti.

Molti criticano il fatto che manchi il supporto alla tecnologia NFC ma, a ben vedere, soprattutto in Italia, siamo ancora ben lontani da un suo possibile impiego quotidiano (andrebbero modificati tutti i terminali POS). Altri hanno criticato il design ma un device di questo tipo non è solo un concentrato di esclusiva estetica. La scelta dei materiali, la sensazione tattile, la percezione di stabilità, equilibrio, robustezza e l’ergonomia generale contribuiscono a restituire all’utente una esperienza d’utilizzo che, nel caso dell’iPhone 5, non sembra assolutamente lasciata al caso. Forse bisognerebbe impugnarlo, tenerlo in tasca, utilizzarlo qualche giorno prima di valutarne o meno l’efficacia del design che, lo ricordiamo, non riguarda solo l’estetica di un prodotto ma anche il suo essere funzionale.

Personalmente condivido la scelta del display da 4” che ha mantenuto invariata la larghezza del dispositivo. Non è importante avere il display più grande della concorrenza. Ciò che conta è avere un display che massimizzi le possibilità di impiego di un dispositivo da portare comodamente in tasca ed impugnabile stabilmente con una sola mano. In quest’ottica ho apprezzato molto che sia meno di 9mm più alto dell’iPhone 4S ma molto più sottile e, soprattutto, leggero. Non sono aspetti di poco conto a mio avviso, stiamo pure sempre parlando di uno smartphone, non di un computer. Le dimensioni e il peso sono drammaticamente importanti. 

Lo schermo, già ottimo, è stato ulteriormente migliorato in termini di resa visiva. Anche in questo caso non hanno puntato su improbabili e incredibili valori di luminosità e contrasto (devastanti per la durata della batteria) ma su qualcosa di molto più importante: la gamma dei colori. Una saturazione aumentata del 44% implica che il display dell’iPhone riesce a riprodurre i colori in modo fedele allo spettro sRGB, non è poco. Significa avere un monitor di qualità professionale in tasca. Questo comporta una naturalezza generale nella rappresentazione dei colori che avvicina l’utente digitale al mondo analogico che lo circonda. 

Sempre sullo schermo, aver integrato il touch e il display in un unico strato significa (oltre all’ovvia riduzione dello spessore del dispositivo) ridurre le distanze tra l’informazione rappresentata e il tocco dell’utente. Questo si traduce in una migliore ergonomia generale, maggiore precisione nelle gesture e una migliore sensazione generale di utilizzo. Questo aspetto compenserà molto il display leggermente più piccolo della concorrenza, sul quale alcuni pensano di aver difficoltà nell’effettuare manovre di precisione con le sole dita.

Passiamo al cuore del sistema, il nuovo processore Apple A6. Non hanno fornito (non ancora) indicazioni esplicite sul numero di core ma, di nuovo, ciò che importa è riuscire ad avere una maggiore potenza di calcolo per poter garantire una estrema fluidità di utilizzo oltre al supporto totale ai più moderni standard di riproduzione video. I videogiochi 3D sono ora sostanzialmente al livello delle consolle, le app si aprono in quasi la metà del tempo, la fotocamera è ancora più reattiva, e così via. Questa velocità di esecuzione e risposta, questa reattività generale del sistema, unitamente al potenziamento delle funzionalità di connettività (sia WiFi che su rete cellulare con LTE), migliora senz’altro l’esperienza utente. 

La fotocamera, abbiamo detto, è molto più reattiva ma è praticamente la stessa della precedente. Alcuni sono rimasti delusi, sempre a caccia di un numero maggiore di megapixel. Apple invece ha rivisto la sua iSight e ne ha potenziato il software di elaborazione delle immagini, riducendo il rumore in condizioni di scarsa luminosità. Questo aspetto è molto più importante di qualche megapixel in più. Significa avere foto di buona qualità anche in condizioni di scatto non ideali. La protezione in zaffiro antigraffio è un altro accorgimento intelligente per evitare graffi sulla lente che potrebbero compromettere la qualità dell’immagine. La fotocamera ora è davvero intelligente, autofocus automatico su 10 volti, video full-HD 1080p stabilizzati, possibilità di foto panoramiche in modo pratico e intuitivo. Provate a vedere gli scatti dimostrativi sul sito Apple e capirete che la fotocamera compatta non avrà più senso portarsela dietro.

E arriviamo dunque all’autonomia. Con un processore più potente, uno schermo più grande, dimensioni così ridotte si teme sempre che l’autonomia possa soffrirne. Invece sono riusciti ad aumentare l’autonomia rispetto al precedente iPhone 4S. Una grande sfida ingegneristica considerate le dimensioni davvero contenute e la dotazione tecnologica generale al top.

Tralasciando le novità di iOS 6, le nuove mappe con navigatore integrato, il potenziamento di Siri e così via, sono stati sicuramente gli appassionati di musica ad avere le migliori sorprese dall’evento Apple. Cominciamo dalle cuffie, già di buona qualità, completamente riprogettate. Promettono stabilità in movimento e, soprattutto, una qualità mai udita prima. Staremo a vedere, anzi, a sentire. Le nuove cuffie EarPods ben si coniugano con il rinnovo della gamma di iPod. L’iPod Nano potenzia l’interazione dell’utente con lo schermo mentre l’iPod Touch prosegue la sua strada nel divenire un device che coniuga, oltre alle funzioni tipiche di un riproduttore musicale, la consolle da gioco portatile con le funzionalità internet.

L’impressione generale è di un’azienda attenta a non creare troppi strappi con il passato, nessuna grande rivoluzione (come fu con l’avvento dell’iPad, ad esempio), ma Apple ha dimostrato di sapersi evolvere in modo intelligente, coniugando le nuove tecnologie senza perdere di vista la cosa più importante: l’esperienza dell’utente. 

    • #apple
    • #iphone
    • #earpods
    • #ios
  • 8 mesi fa
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Burano by Cristi Botea
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  • 8 mesi fa
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Apple pronta a stupire ancora?

Autunno 2012, Apple si prepara a sfornare altre novità, dopo il recente lancio del nuovo sistema operativo OS X 10.8 Mountain Lion.

Nell’ultimo periodo il colosso di Cupertino si è soprattutto concentrato sul consolidamento delle tecnologie. Il nuovo iPad, l’iPhone 4s, la nuova AppleTV, il nuovo MacBook Pro non hanno creato quella “rivoluzione” che molti si aspettavano anche se i progressi tecnologici di questi dispositivi sono innegabili. 

A ben vedere la parola d’ordine, dal punto di vista hardware, sembra essere legata alle prestazioni video, a cominciare dalla risoluzione “Retina” ora estesa anche ai notebook. 

In rete si da per scontato l’annuncio del nuovo iPhone (quello che in gergo viene ancora chiamato iPhone 5) il 12 settembre, con commercializzazione in ottobre. Riuscirà davvero a stupirci? Rivoluzionerà di nuovo il mondo degli smartphone?

Forse no, si prevede un esteso aggiornamento hardware e un nuovo design ma il grosso delle novità sono principalmente legate a filo doppio ad iOS6, il sistema operativo dei dispositivi mobili della mela, anch’esso previsto in autunno.

Dunque, con buone probabilità, non ci sarà il gran clamore o il massimo stupore ma sicuramente Apple farà un altro importante passo avanti verso la definizione di un’esperienza utente, nell’uso delle nuove tecnologie, sempre più produttiva, naturale e coinvolgente.

  • 9 mesi fa
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Untitled by Lee Jeffries
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    • #Memories
  • 9 mesi fa
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Il Social Lending riparte anche in Italia

Ecco un’altra applicazione dei network sociali. Anche il prestito diviene “social”, con lo scopo di facilitare l’accesso al credito e semplificare le procedure di erogazione evitando l’intermediazione bancaria e tutelando, allo stesso tempo, il prestatore.

Le piattaforme di social lending, per poter operare in Italia, devono essere inquadrate come Istituto di Pagamento regolamentato e vigilato da Banca d’Italia ed è quindi necessario essere un operatore finanziario autorizzato, ai sensi del d.lgs. 11/2010, a prestare i servizi di pagamento, erogati su istruzione dei Prestatori e dei Richiedenti, che sono alla base del social lending.

Il meccanismo è molto semplice. I prestatori offrono un determinato capitale per un certo tempo (tipicamente da 2 a 3-4 anni) e richiedono un determinato tasso di interesse. L’offerta va rivolta a mercati caratterizzati da diversi profili di rischio di insoluti e tassi di interesse. Maggiore sarà il profilo di rischio, maggiore sarà il tasso richiedibile. La piattaforma trova i richiedenti, frammenta l’importo offerto in piccole quote e le ripartisce tra decine di richiedenti diversi in modo da ripartire il rischio di insoluto. In caso di ritardo di pagamento di una o più rate la piattaforma si attiva per il recupero del credito. 

In questo modo il prestatore può ottenere rendimenti interessanti per il proprio capitale e i richiedenti possono accedere al credito in modo più semplice senza l’intermediazione bancaria diretta.

L’idea è molto interessante ed ha avuto un grande successo in Europa. In Italia, complice la crisi finanziaria e sistemica che sta comportando un continuo aumento del tasso di disoccupazione, le cose sono un po’ più complicate perché il rischio di insoluto su un orizzonte temporale di 2-4 anni è molto alto.

Tuttavia, con le dovute cautele, magari iniziando con prestiti di modesta entità su mercati con basso profilo di rischio, si riescono ad ottenere dei rendimenti soddisfacenti. Senza tralasciare l’aspetto umano dietro l’intera operazione che, di questi tempi, non è di poco conto.

    • #social lending
    • #social
    • #prestiti
    • #capitale
    • #investimento
  • 10 mesi fa
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Tutti scommettono sul WWDC 2012

In Rete ormai si dice di tutto circa quanto verrà annunciato da Apple nel famoso e attesissimo evento WWDC che si terrà dall’11 al 15 giugno 2012. Basandosi sul fatto che Steve Jobs annunciò l’iPhone 4 proprio durante un WWDC tutti si aspettano grandi annunci anche quest’anno.
Certo, Apple è l’azienda più capitalizzata degli USA e negli ultimi anni ci ha proposto sistematicamente novità che hanno avuto un impatto talmente grande nel mondo digitale che ormai siamo un po’ viziati. Ne vogliamo ancora. Vogliamo, anzi, quasi la pretendiamo, una rivoluzione ogni anno. Ma le cose non stanno proprio così.
Le tecnologie vanno affinate e devono essere ben assimilate, comprese ma soprattutto vendute sul mercato. Bruciare le tappe non paga. Intel lo sa bene: pensate alla sua logica di commercializzazione in due tempi (novità - consolidamento).
Tornando ad Apple molti sono rimasti delusi dal nuovo iPad. Si aspettavano una rivoluzione del tablet e invece… solo migliorie tecnologiche. Eppure si è trattato di enormi migliorie tecnologiche che aprono la strada a una nuova concezione di device che potrebbe spazzare via le consolle classiche collegate alla TV nel giro di 2 anni.
Va anche ricordato che l’evento di giugno è principalmente rivolto agli svilupatori. Probabilmente sarà la giusta sede per lanciare una nuova release di iOS (qualcuno parla di iOS6). Potrebbe essere annunciato il nuovo servizio di mappe alternativo a Google. Potrebbe essere presentato un multitasking intelligente che non riduca la batteria a 3 ore di funzionamento. Potrebbe essere annunciata una impennata nella risoluzione di tutti i display: retina everywhere. Anche iCloud potrebbe essere oggetto di migliorie e grandi novità, così come la suite iWorks. ITunes potrebbe essere completamente ripensato. Chissà.
Meno probabile è l’annuncio di nuovi device, soprattutto la tanto attesa iTV. L’annuncio di un nuovo iPhone è più probabile nei mesi pre-Natalizi, per ovvie ragioni commerciali.
Ma una cosa è certa. Apple ha qualcosa di importante da dire al WWDC 2012 e sicuramente saprà come attirare l’attenzione.

    • #Wwdc
    • #apple
    • #itv
  • 11 mesi fa
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Screening dislessia e DSA 2011-2012

Terminata la fase di elaborazione dei dati relativi allo screening gratuito del rischio di dislessia e DSA per l’anno scolastico 2011-2012. Quest’anno sono state raccolte oltre 9000 cheklist per un totale, nell’ultimo triennio, di oltre 16000 osservazioni. Hanno aderito al progetto di screening Dyslexia 63 scuole con 246 insegnanti. Le province che hanno aderito al progetto vanno da Milano a Messina, Avellino, Campobasso e l’intera regione Abruzzo.

Complessivamente lo screening conferma la segnalazione di un rischio grave di dislessia o DSA per il 4,4% degli alunni osservati, percentuale in linea con le indicazioni nazionali ed europee. Questo significa che in una classe di circa 20 alunni 1 di loro è quasi certamente dislessico o interessato da DSA.

Per questa ragione l’attività di screening (e la conseguente diagnosi medica) sono fondamentali per poter attivare al più presto le opportune strategie di supporto per l’alunno. Per maggiori informazioni sul progetto consulta il sito dedicato su http://dislessia.fondazionemileno.it

    • #dislessia
    • #dsa
  • 12 mesi fa
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Quando comprerete il nuovo sistema operativo Microsoft, per ora denominato Windows8, oltre ad avere a che fare con due interfacce, avrete anche un’altra sorpresa. L’assenza di tutte le funzionalità Media Center, inclusa la possibilità di riprodurre DVD.
Con il nuovo evolutissimo sistema operativo di Microsoft per vedere un DVD bisognerà acquistare un software aggiuntivo. A detta di Microsoft sempre meno utenti riproducono DVD e la licenza del codec è abbastanza costosa. Beh, certo, anche il sistema operativo Microsoft non è certo famoso per la sua economicità.
Peccato che rinunciare al DVD comporti l’abbandonare completamente tutta quella fascia di utenti che usano ancora il DVD come mezzo per lo scambio di video editing amatoriali, ovvero di quegli utenti che non usano il computer solo per fare grafici e videoscrittura ma anche per attività che siano, almeno un minimo, creative.
Le scelte di Microsoft dell’ultimo periodo sono sempre più drastiche. Sicuramente avranno in mente una strategia ben precisa per continuare a primeggiare nel mercato dei PC. C’è solo da aspettare un anno o due per capire se avevano ragione.
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Quando comprerete il nuovo sistema operativo Microsoft, per ora denominato Windows8, oltre ad avere a che fare con due interfacce, avrete anche un’altra sorpresa. L’assenza di tutte le funzionalità Media Center, inclusa la possibilità di riprodurre DVD.

Con il nuovo evolutissimo sistema operativo di Microsoft per vedere un DVD bisognerà acquistare un software aggiuntivo. A detta di Microsoft sempre meno utenti riproducono DVD e la licenza del codec è abbastanza costosa. Beh, certo, anche il sistema operativo Microsoft non è certo famoso per la sua economicità.

Peccato che rinunciare al DVD comporti l’abbandonare completamente tutta quella fascia di utenti che usano ancora il DVD come mezzo per lo scambio di video editing amatoriali, ovvero di quegli utenti che non usano il computer solo per fare grafici e videoscrittura ma anche per attività che siano, almeno un minimo, creative.

Le scelte di Microsoft dell’ultimo periodo sono sempre più drastiche. Sicuramente avranno in mente una strategia ben precisa per continuare a primeggiare nel mercato dei PC. C’è solo da aspettare un anno o due per capire se avevano ragione.

Fonte: ht.ly

    • #windows
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  • 1 anno fa
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Tutti nel cloud, dopo Apple.

I più grandi produttori di TV ed apparati per l’intrattenimento domestico offrono servizi “cloud”, ovvero ispirati a quanto inizialmente proposto da Apple con iCloud. E’ recente l’annuncio in tal senso di LG ma anche Google è finalmente riuscita a lanciare il tanto atteso Google Drive, un servizio simile ma, per certi versi, più evoluto, dell’ormai diffusissimo DropBox. 

Ricapitolando, Apple reinventa gli smartphone e tutti si affrettano ad imitarla. Apple reinventa il tablet e tutti si affrettano ad imitarla. Apple reinventa (in fondo Google l’aveva già in cantiere) iCloud e tutti si affrettano ad imitarla. E che dire delle interfacce touch? Tutti si affrettano ad imitarla. E del multitasking nel telefono? E delle gesture? Del controllo vocale avanzato? Dello sviluppo della fotocamera per offrire immagini di qualità e abbattere il solito stereotipo di “foto scattata con un cellulare”? 

Sembra proprio di vivere in un mercato in cui “Apple docet”. Sarebbe bello, per il bene e lo sviluppo di una concorrenza più variegata, che qualche proposta davvero innovativa provenisse anche da altri player, almeno ogni tanto. Samsung ha in serbo qualche primizia con il suo Galaxy S III ma niente di rivoluzionario. 

    • #cloud
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  • 1 anno fa
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